POWERLINE

Powerline, il modo semplice e veloce per distribuire sulla rete casalinga contenuti audio, video e multimediali in genere.

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La casa cablata powerline secondo D-Link

 

L’home network, ovvero come mettere in comune su tutti i nostri dispositivi multimediali della nostra abitazione i film, la musica, le foto che abbiamo immagazzinato su ogni tipo di archivio, fisso o mobile che sia. Un tema spesso considerato vicino al mondo dell’informatica e che, di conseguenza, ci richiede un minimo di conoscenze tecniche relative.

In realtà esistono una serie di prodotti e tecnologie che stanno provando a semplificare al massimo l’approccio con il pubblico meno esperto, permettendo a molti di realizzare un proprio piccolo network casalingo dalle prestazioni elevate.

Il metodo più efficace è di certo il collegamento LAN Ethernet cablato. Proprio per la presenza del cavo questa è una situazione che presenta dei problemi strutturali che sono pari a zero nel caso di costruzione di case nuove o di rifacimento di impianti e che, invece, sono decisamente più elevati quando si cerca di far passare un cavo Ethernet in una canalina già esistente.

 

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Difficile far passare tanti cavi in canaline già collocate nel muro

 

Soprattutto le canaline più vecchie difficilmente lasciano spazio per aggiungere ulteriori cavi e anche la stessa disposizione di questi passaggi spesso non è funzionale alle necessità. Da qui il proliferare di dispositivi wireless, quelli che promettono di portare segnali di qualsiasi tipo da una stanza ad un’altra senza dover affrontare nessuno tipo di lavoro o modifica all’impianto esistente. Ma il collegamento senza fili non è certo senza controindicazioni!

A cominciare dall’inevitabile inquinamento elettromagnetico prodotto, alla vulnerabilità da parte di esterni per questo collegamento, o anche una certa difficoltà per far partire e gestire una rete wi-reless abbinato alla incostanza delle prestazioni e una certa percentuale non trascurabile di “sganciamenti” del segnale.

Tra queste due soluzioni se ne è inserita una terza, nata inizialmente come un ripiego rispetto alle prime due e che, invece, con il tempo ha assunto un ruolo via via più importante e un livello tecnologico sempre più performante. Powerline o Power Ethernet o Home Plug o anche POE (Power Over Ethernet) o ancora PLC (Power Line Communication): diversi modi per definire la possibilità di far transitare sulla normale rete elettrica delle nostre abitazioni segnali ulteriori.

Si è iniziato con l’ADSL, nel portare in giro per casa il collegamento internet veloce anche in stanze non servite dal doppino; mentre con lo sviluppo di questa tecnologia si utilizza il sistema per la distribuzione non solo di dati ma anche di audio, di video e, con le versioni più recenti, anche in formato HD. Al momento la proposta commerciale delle aziende del settore è concentrata su adattatori con velocità di trasmissione di 200 o 500 Mbps, ormai ben lontani dai primi dispositivi a 14 Mbps di prima generazione.

 

 

Sitecom ci spiega in un video la tecnologia powerline

 

 

Una tecnologia che a livello consumer ha una storia ancora relativamente giovane e che, invece, per usi industriali è già ben nota: è sostanzialmente simile a quella che si utilizzava per la trasmissione dati tra i treni in movimento e la stazione, o quella che Enel utilizza adesso per collegarsi via remoto ai propri contatori installati presso le nostre abitazioni per leggere il consumo. Il suo meccanismo di funzionamento è semplice ed immediato.

C’è bisogno, per cominciare, di almeno due adattatori ricevitori/trasmettitori che vanno collegati a due prese elettriche: dalle forme e dimensioni simili ai caricabatterie per cellulari. A questi, utilizzando la presa LAN di cui sono dotati, si collega il dispositivo che si vuole mettere in comunicazione. Nel caso della distribuzione di ADSL uno dei due adattatori (in questo caso il trasmettitore) deve essere vicino al modem/router così da poterlo collegare facilmente: la situazione ideale è quando la presa della corrente è quella vicino alla presa telefonica.

Allo stesso modo il ricevente con la sua presa LAN andrà a portare il segnale direttamente nel computer o in uno switch. Generalmente su questi adattatori sono presenti dei LED che segnalano la loro accensione, la ricezione del segnale e lo status della rete. Basta già questo immediato e semplice collegamento per avere disponibili i dati ADSL: volendo si può spostare il ricevente in qualsiasi presa di corrente dell’abitazione per continuare ad agganciare il link.

 

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Alcuni modelli sono di dimensioni molto compatte (come il Sitecom Mini Home Plug) per avere un basso impatto sullo spazio in ambiente

 

La catena che è possibile realizzare con questi adattatori è potenzialmente molto ampia: la teoria parla di ben 253, anche se la realtà dei fatti pone il limite ben più in basso, da verificare caso per caso. Appoggiandosi alla rete elettrica il limite al loro utilizzo e alla velocità realmente raggiunta nello scambio dei dati è sensibile alla qualità dell’impianto ma soprattutto alla presenza di elementi di disturbo sulla linea quali sono i grandi assorbitori di corrente (forno, frigorifero…) dalla bassa schermatura che tendono a creare problemi in generale di rumore e ronzii.

L’unica grande richiesta di questa tecnologia è che il tutto avvenga all’interno di un “anello chiuso” che è il singolo contatore, per cui il sistema funziona anche se portiamo il computer in giardino (se è lo stesso contatore) ma non se vogliamo spostarci da un nostro vicino. Un limite che allo stesso tempo è anche una garanzia di un certo isolamento dei nostri dati in transito sulla rete casalinga verso l’esterno.

In merito a questo aspetto molti di questi adattatori sono dotati di un software che permette di utilizzare una cifratura di questo segnale: lo standard spesso utilizzato è il DES (Data Encryption Stan- dard), un algoritmo di cifratura a chiave sim- metrica a 56 bit, mentre altri integrano il 128 bit AES (Advanced Encryption Standard). Il trasferimento dei dati sulla rete elettrica viene realizzato “incapsulando” un segnale a frequenza più elevata rispetto ai 50 Hz della nostra rete elettrica nazione.

I due segnali viaggiano paralleli ma in realtà nettamente separati grazie proprio alla differenza di frequenze utilizzate. Altre limitazioni arrivano dal non utilizzare questi adattatori su ciabatte filtrate e su UPS: l’ideale è di collegarli direttamente alla presa al muro.

 

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Alcuni modelli hanno una presa passante, così da non perdere l’uso della presa alla quale il powerline è collegato

 

Molte delle aziende produttrici di questi adattatori ricevitori/trasmettitori utilizzano uno standard commerciale per permettere di utilizzare diversi marchi e modelli, non avendo sostanziali problemi di interfaccia tra di loro. Il formato è l’HomePlug, promosso dalla HomePlug Powerline Alliance che in tempi più recenti ha rilasciato le specifiche per la versione HomePlug AV2, per segnali video HD e 3D classe Gigabit per un utilizzo ad altissimo livello della rete.

 

I maggiori produttori di sistemi per il Powerline in casa:

 

Edimax

la linea powerline di Edimax

 

D-Link

la linea powerline di D-Link

 

Devolo

la linea powerline di Devolo 

 

Fritz

la linea powerline di Fritz

 

Hamlet

la linea powerline di Hamlet

 

Western Digital

la linea powerline di Western Digital

 

Asus

la linea powerline di Asus

 

TP Link

la linea powerline di TP Link

 

Netgear

la linea powerline di Netgear

 

Linksys

la linea powerline di Linksys

 

Sitecom

la linea powerline di Sitecom

 

Belkin

la linea powerline di Belkin

 

 

 

 

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